Scheda Audio – Le migliori Economiche e Professionali per la Registrazione

da Ott 30, 2020Home recording, Schede audio

In questo nuovo appuntamento sulle componenti del vostro setup di registrazione e produzione audio digitale, introdurremo le caratteristiche principali e il ventaglio di possibilità ed applicazioni che vi offrono le schede audio. Nella formazione del vostro studio casalingo o di uno studio professionale o semi-professionale è molto importante considerare la migliore da cui partire, visto che esse corrispondono a uno degli ingredienti fondamentali di cui non potete fare a meno.

Se volete avere una visione complessiva sugli elementi cardini del vostro personalissimo studio di registrazione in Home Recording, vi consigliamo di dare un’occhiata a questo articolo, “Guida all’Home Recording: componenti fondamentali per creare la tua postazione di registrazione per voce e musica”.

Esistono diverse schede audio: da quelle integrate nei pc di vecchia e recente generazione, alle interfacce desktop, alle unità per rack, o ancora, a quelle con connessioni Firewire, USB 2.0 (o recentemente anche 3.0), Thunderbolt. 

Se siete confusi e disorientati dalla innumerevole quantità di interfacce audio presenti in commercio, vi aiuteremo a capire quale migliore scheda audio si addice maggiormente al vostro approccio col mondo della produzione e registrazione audio, prima elencando le caratteristiche e le funzionalità che esse vi offrono, e poi, proponendo gli entry level per i neofiti e i top di gamma per chi pretende sempre il meglio, catalogando i consigli per gli acquisti selezionati dalla nostra redazione, in base alle specifiche tecniche e al rapporto qualità/prezzo.

Che cos’è una scheda audio?

Una scheda audio è quello strumento che ti permette di:

  • ascoltare i suoni provenienti da una sorgente audio 
  • registrare i suoni o la musica sia da una sorgente audio interna che da una sorgente esterna (ad esempio, da strumenti musicali che possiamo collegare attraverso l’interfaccia) 

Fatta questa basilare premessa, è importante fare chiarezza precisando un’ulteriore distinzione:

Scheda audio integrata

E’ quella che troviamo all’interno del PC. É saldata alla scheda madre interna e presenta due o più entrate jack 3,5mm solitamente contraddistinte da colori che ne indicano la funzione (ad esempio, nella configurazione più comune e diffusa, l’ingresso cuffie/casse in verde e l’ingresso per microfono in rosso). Questa scheda audio è adatta per svolgere delle funzioni basilari come ascoltare la musica o registrare dei suoni in modo del tutto amatoriale, senza pretese di qualità. Non è adatta al musicista o a chi vuole approcciarsi al mondo della produzione audio digitale, quindi è decisamente sconsigliato procedere con questo tipo di criterio, se siete qui per fare della musica o registrare la voce.

scheda audio integrata

Scheda audio esterna dedicata

E’ una interfaccia audio esterna che è pensata per i musicisti o per chi vuole registrare o creare della musica con una qualità sempre crescente, fornita da una tecnologia in continuo sviluppo. Si collega al computer tramite apposito slot che può essere Firewire (una connessione ormai obsoleta), USB 2.0 (comune alla maggiorparte di interfacce desktop), USB 3.0 e, infine, Thunderbolt (una connessione che troviamo nei mac di ultima generazione e garantisce una velocità di trasferimento dati che, al momento, è la più veloce). Dal momento che il blog è pensato per i musicisti, si preferisce in genere prendere in esame questa tipologia di schede audio esterne, le quali sono le più adatte per poter modellare il suono a una qualità sufficiente per raggiungere degli ottimi risultati per il vostro studio di registrazione professionale o anche per un semplice studio di Home recording

Scheda audio esterna dedicata

Cosa fa una scheda audio?

Una scheda audio, o più precisamente una interfaccia audio, si occupa di elaborare un flusso audio analogico, in ingresso, in un segnale audio digitale e viceversa.

Considerato che è una tecnologia che permette di modificare il suono attraverso il computer, le prime schede audio pc sono comparse, verso la fine degli anni ’80, andando di pari passo col progressivo sviluppo dei PC e, più avanti, le varie case di produzione e registrazione audio digitali hanno pensato di sviluppare delle schede audio dedicate ai musicisti, in modo tale da essere scisse dal binomio indissolubile che, inizialmente, legava quest’ultime all’utilizzo del computer.

Un’interfaccia audio, dunque, rende comprensibile al linguaggio digitale di un computer (il linguaggio binario, per intenderci) quelle sorgenti sonore che nascono principalmente da un segnale analogico. 

Molto spesso, infatti, quando si parla di schede audio si trovano dei termini che indicano un livello di conversione, una conversione AD/DA (da analogico a digitale – da digitale a analogico). 

Sample rate e bit depth

Questa conversione avviene con una risposta pressocchè immediata, ed è basata su un rapporto di frequenza di campionamento (o sample rate)/ profondità del bit (o bit depth). Ma vediamo nel dettaglio di spiegare il funzionamento di queste due variabili, semplificando il concetto con alcune metafore o analogie che renderanno più semplice il processo di comprensione, in modo tale che possiate settare al meglio la scheda audio per registrare a una qualità sonora impeccabile, ad un buon rapporto.

  • Frequenza di campionamento (o sample rate): è il numero di cicli in cui viene catturato (o campionato) l’audio in un secondo. Per esempio, la qualità standard di un CD audio ha una frequenza di campionamento a 44.1 kHz o 44.100 Hz. Più è alto il valore, maggiore sarà la fedeltà della riproduzione del segnale sonoro originario analogico. È anche vero, però, che lavorare a una frequenza di campionamento più alta prevede uno sforzo maggiore sia del computer che dei plugin che si andranno ad utilizzare, considerato che la maggior parte delle canzoni disponibili sulle varie piattaforme è a 44.1 kHz per l’audio e 48 kHz per i prodotti video
  • Profondità di bit (o bit-depth): indica la quantità di bit di informazioni presenti in ogni campione descrivendone, quindi, la definizione audio. Per esempio, la qualità standard di un CD ha una profondità di bit di 16 bit. Più è alto il valore, maggiore sarà la qualità della definizione della traccia audio

Uno dei rapporti più comuni fra i prodotti audio di consumo è 44.1 kHz/24 bit.

Meglio fare un esempio per capire ciò di cui stiamo parlando.

Per comprendere meglio il processo di conversione che una scheda audio elabora quando riceve un segnale audio, possiamo servirci di una metafora o un’analogia che riesce a spiegare perfettamente il lavoro di una interfaccia: la metafora fotografica sembra quella più attinente ai fini di un chiarimento.

conversione scheda audio

 Quando registriamo uno strumento o si procede a microfonare voce o altro, o, più semplicemente quando si acquisisce un segnale audio tramite l’interfaccia audio, il suono analogico iniziale è visivamente rappresentato da un’onda sinusoidale (come nella figura qui sopra), ed esso, come detto in precedenza, viene convertito in suono digitale dalla scheda audio. 

Il convertitore presente nella scheda audio, per dirla con una metafora, “scatta delle foto” al segnale audio e lo scompone in più punti (vedi figura), come fossero dei “fotogrammi scattati in sequenza”, che poi vengono ricollegati (o più precisamente interpolati), in modo tale da restituirci un’approssimazione, più o meno fedele, del segnale originale.

La frequenza di campionamento è la quantità di fotogrammi che il convertitore “scatta” al secondo.

La profondità di bit, invece, è la “risoluzione” del singolo fotogramma.

Come scegliere una scheda audio?

Capire quale migliore scheda audio sia più adatta al flusso di lavoro che state adottando è, forse, una delle domande più frequenti a cui è più difficile dare una risposta. In questa sezione si cercherà di dare una risposta esaustiva e personalizzata in base alle vostre esigenze.

Uno dei fattori più significativi per capire quale migliore scheda audio comprare è valutare le componenti e gli strumenti analogici o digitali che dobbiamo collegare alla nostra scheda audio e quindi la quantità di Input/Output (I/O) o entrate/uscite.

  • Gli Input/Output sono i canali audio che avete a disposizione per collegare strumenti musicali o microfoni alla scheda audio professionale. Quando si inserisce un segnale audio in ingresso (Input) nella scheda audio esso verrà trasformato da analogico in digitale (AD). Quando colleghiamo delle casse o degli altoparlanti, il segnale audio in uscita (Output) viene riconvertito da digitale a analogico (DA)

Tutto dipende da quanti strumenti volete collegare contemporaneamente alla vostra scheda audio. 

Se siete abituati a registrare ingressi microfonici e strumenti in sessioni singole e separate e non in contemporanea vi consigliamo di scegliere una scheda audio desktop con pochi ingressi I/O. Un’interfaccia audio desktop che contenga da 2 a 4 entrate e uscite, potrebbe essere la scelta adatta al vostro approccio, soprattutto se sei un musicista solista.

Se dovete collegare contemporaneamente 4 o più strumenti (ad esempio per un quartetto di musica sinfonica da camera o un coro composto da più voci ecc…) vi consigliamo di scegliere una interfaccia desktop che contenga dalle 4 alle 8 entrate.

Se il vostro approccio si avvicina al tipo di registrazione professionale da studio, vi consigliamo di investire su un’unità per rack che contenga quante più entrate/uscite possibili, almeno 16.

Un discorso a parte va fatto per chi deve registrare un kit di batteria, il nostro consiglio è quello di non propendere su una scheda con pochi ingressi ma di scegliere una interfaccia che disponga mediamente di 8 ingressi (dipende anche da quanto è variegato il kit di batteria che si vuole registrare, potrebbero essere sufficienti anche meno ingressi).

Che genere di Input si trovano nelle schede audio?

Nelle molteplici varietà di schede audio in commercio troviamo le seguenti tipologie di input:

  1. Ingressi (o input) microfonici: sono il tipo di connessione che permettono di collegare un microfono direttamente alla scheda audio. Richiedono un  tipo di connessione XLR cannon. 
input scheda audio

 Per ulteriori approfondimenti sul tipo di cablaggio da utilizzare per connettere al meglio  tutta l’attrezzatura, vi consigliamo di consultare la guida sui “Cavi Audio – Come collegare i Tuoi Strumenti in ambito Home Recording”.

La maggior parte delle schede audio, come quella nella prima figura qui accanto, forniscono il canale microfonico con preamplificatore incorporato, quindi non è necessario collegarne uno esterno. 

Uno degli errori più comuni è quello di collegare un preamp esterno a un canale che ne ha già uno e che non può essere reso un ingresso line in. Fate molta attenzione questo potrebbe essere molto controproducente!

Tutti i microfoni a condensatore richiedono l’utilizzo dell’alimentazione phantom a 48V e la maggior parte delle interfacce audio in commercio fornisce gli ingressi microfonici dotati di questa particolare alimentazione. Vi consigliamo di dare un’occhiata al “Miglior Microfono a Condensatore Per Voce – Economici e professionali”.

Ingresso (o input) LINE IN:  è quell’ingresso che richiede l’aggiunta di un preamplificatore esterno per essere usato come canale microfonico. Molte schede audio permettono di settare il segnale da Mic/Line/Instruments. Se dovete collegare un preamplificatore esterno, selezionate l’ingresso LINE IN  

Ingresso (o input) Instruments o D.I: è un tipo di ingresso molto utile perchè permette di collegare chitarre, bassi e sintetizzatori o altri strumenti che hanno per conformazione un tipo di connessione sbilanciata (o mono). Collegando i suddetti strumenti a quest’ingresso la scheda audio trasformerà il segnale da sbilanciato a bilanciato (stereo), risparmiando, fra le altre cose, sull’acquisto di una D.I box, un apparecchio dedicato a questo tipo di trasformazione.

Ingresso Instruments
ingresso line in

– N.B. È possibile che in alcuni modelli di interfaccia sia presente una dicitura di ingresso Hi-Z. Il tipo di ingresso Hi-Z si riferisce a un entrata sbilanciata ad alta impedenza. Dunque selezionare questa funzione significa migliorare il suono di un certo strumento. Molto utile può risultare per gli strumenti che hanno dei pickup e non sono dotati di preamplificazione, quindi utile per chitarre e bassi. 

Che genere di Output si trovano nelle schede audio?

Gli output sono quelle uscite tipiche delle interfacce audio che vi permetteranno di ascoltare il segnale audio processato dalla scheda, collegandovi monitor, altoparlanti o cuffie. Nelle schede audio più comuni troviamo le seguenti tipologie di output:

Output per monitor o altoparlanti: è il tipo di connessione che permette di collegare i monitor alla interfaccia audio. Si trovano sempre in due canali differenti, ovvero sinistra (left) e destra (right) ed è consigliabile propendere per quelle che forniscono una connessione di tipo bilanciata con jack 1/4” TRS. É possibile trovarne alcune con connessione di tipo RCA, in questo caso, però la connessione è sbilanciata e, quindi, dovrete comprare dei cavi di buona fattura per evitare ronzii e rumori di fondo

Output per cuffie (phones): è il tipo di connessione che permette di collegare le cuffie alla scheda audio. Solitamente la connessione è possibile attraverso un jack 1/4”. Nel caso in cui le vostre cuffie abbiano un’uscita con cavo jack 3,5 mm avrete bisogno di un adattatore da jack 3,5mm a jack 6,3 mm per collegare le cuffie

monitor output
rca connection

Connessioni aggiuntive I/O (input/output)

Le schede audio sono sempre più all’avanguardia con la progressiva importanza che esse hanno ricoperto nella formazione di uno studio di registrazione, quindi sono sempre più pensate per essere dei prodotti versatili che inglobano, al suo interno, più funzioni possibili in modo tale da non escludere nessun tipo di componente e attrezzatura per registrare musica in Home recording. In molte schede audio, soprattutto in quelle più complete, troviamo delle connessioni aggiuntive che possiamo riassumere in queste categorie:

MIDI I/O: è un tipo di ingresso che aggiunge una comunicazione MIDI alla vostra interfaccia. Potrebbe essere molto utile per quei controller MIDI di vecchia generazione che non dispongono di un collegamento USB o per pedaliere e multi-efetto, così, in questo modo, è possibile agevolare la comunicazione fra questi strumenti e la scheda audio. 

I/O digitali: sono quella tipologie di input/output che permettono di espandere i canali di una interfaccia audio. Si possono usare, ad esempio, per aggiungere un preamplificatore esterno con conversione onboard per sessioni di registrazioni che necessitano di I/O aggiuntivi. Le connessioni digitali più comuni sono:

ADAT Lightpipe: necessitano di un cavo ottico lightpipe dedicato

S/PDIF: l’acronimo di Sony/Philips Digital Interface Format. Ce ne sono di due tipi coassiale e ottica, questi I/O conducono un segnale digitale stereo

AES/EBU: si possono trovare sia nel tipo di collegamento XLR che nella tipologia indicata nella figura qui accanto

midi in out
connessione adat
s pdif
aes ebu

Altri fattori importanti da considerare prima dell’acquisto

  • Rapporto segnale rumore (SNR): è un valore che si misura in dB. Più alto è il valore dei decibel meno rumore sentiremo nei nostri output di ritorno
  • Latenza: la quasi totalità delle schede audio forniscono un rapporto di latenza davvero minimo fornendo in dotazione dei drivers che cercano di ridurre questo valore. Nel caso in cui i drivers non sono adeguati a questa basilare funzione, vi consigliamo di scaricare gli utilissimi drivers Asio4All. Ne parliamo più dettagliatamente qui. 
  • Compatibilità con la DAW: ormai tutte le schede audio supportano un workflow con tutte le DAW disponibili per computer. Tuttavia vi raccomandiamo di controllare sempre se l’interfaccia audio sia compatibile con la vostra DAW preferita per evitare brutte sorprese.
  • Software in bundle: molte schede audio forniscono dei pacchetti di plugins utili e con cui possiamo iniziare a sperimentare con strumenti, effetti e altre attrezzature. Molto ambiti sono quelli della UAD (Universal Audio – di solito forniti con le schede audio Apollo) o ancora quelli della Native Instruments.
  • DSP: è l’acronimo di Digital Signal Process e sono dei chip integrati con la scheda audio e consentono di eseguire calcoli molto efficienti nell’elaborazione dei dati, alleggerendo, in questo modo, il carico di lavoro della CPU del computer. Sempre più case produttrici audio integrano questi chip nei loro prodotti: è il caso di UAD, Apogee, Motu, Presonus e molti altri.

Dopo aver chiarito il funzionamento e le varie componenti che si possono trovare in una migliore scheda audio, è importante soffermarsi su un’altra variabile: la gestione del budget e quale scheda audio comprare. Quanto costa una scheda audio? La redazione ha suddiviso i consigli per un acquisto ponderato in quattro fasce: fascia economica, fascia medio-bassa, fascia medio-alta e fascia alta. Per ogni fascia è indicato il best buy, quello che secondo noi rappresenta la migliore scheda audio in commercio per rapporto qualità/prezzo.

Fascia economica (fino a 100€)

Behringer U-Phoria UMC204HD        

Descrizione: interfaccia di registrazione usb 2.0 a 2 canali per mac o windows – ingressi combo con preamplificatore midas consente di collegare qualsiasi input microfonico, o strumento con livello line o instrument. Registra ad una risoluzione fino a 24-bit / 192khz – con funzione direct monitor per il monitoraggio dell’input senza latenza – include la daw tracktion e 150 plug-in di strumenti/effetti scaricabili

Behringer U-Phoria UMC204HD

  PRO:

  • qualità/prezzo imbattibile
  • buona qualità dei preamp MIDAS
  • convertitori eccelsi

CONTRO:

  • driver non molto buoni, è consigliato scaricare gli Asio4All da abbinare alla scheda
  • parco software e plugins poco fornito

Fascia medio-bassa (da 100€ a 200€)

Focusrite Scarlett 4i4 3rd Gen –

Descrizione: scheda audio Focusrite usb 3.0 con 4 canali per mac o windows – ingressi combo con preamp AIR consente di collegare qualsiasi input microfonico, o strumento. Registra con convertitori ad alte prestazioni fino a 24 bit/192 kHz. Scheda audio latenza zero

Focusrite Scarlett 4i4 3rd Gen

  PRO:

  • Estrema facilità nell’installazione
  • Riduzione della latenza impeccabile
  • Ricchezza di software inclusi

CONTRO:

  • il pomello del direct monitor poteva essere arricchito con altre funzioni

Fascia medio-alta (da 200€ a 400€)

 AUDIENT Id22- INTERFACCIA AUDIO USB

Descrizione: audio interface usb con 2 canali input e 6 canali output per mac e windows. Canali espandibili con I/O Adat. Registra ad elevate prestazioni fino a 24bit/192 kHz. Comprende alimentazione power supply

AUDIENT Id22

PRO: 

  • Convertitori molto performanti
  • Suono brillante e definito

CONTRO:

  • Prezzo elevato

Fascia alta (da 400€ in su)

Universal Audio Apollo Twin X Duo Thunderbolt

Descrizione: scheda audio per mac che consente a musicisti e produttori di monitorare, sovraincidere e mixare facilmente con una conversione in classe A/D e D/A d’èlite, due preamplificatori per Unison e con un’elaborazione dei plug-in UAD Apollo in tempo reale DUO o QUAD Core, tutto in un interfaccia audio desktop Thunderbolt 3 per Mac e Windows. Una gamma dinamica D/A di 127dB e un bundle di plug-in di emulazione analogica apollo UAD incluso, offre uno studio analogico completamente equipaggiatto, direttamente sul tuo desktop.

Universal Audio Apollo Twin X Duo Thunderbolt

PRO:

  • qualità dei canali
  • possibilità di espandere gli ingressi
  • i plugins UAD sono incredibili

CONTRO:

  • prezzo 
  • solo thunderbolt

Interface Audio Apogee element88 16 in x 16 Out Thunderbolt

Descrizione: scheda audio esterna mac Thunderbolt 16 IN e 16 OUT pensata per creare musica in modo professionale. Include in un audio box dal design semplice e minimale, il meglio della tecnologia presente nei prodotti pluripremiati di Apogee come Symphony I/O Mk II, Ensemble Thunderbolt e Groove.

Apogee element88

  PRO:

  • Definizione e brillantezza
  • Rumore estremamente basso

CONTRO:

  • qualcosa da migliorare nel flusso di lavoro 
  • solo thunderbolt

In conclusione

La redazione ha cercato di riassumere quale, secondo i nostri test, sia la migliore scheda audio economica e professionale per chi registra musica in Home recording. Se la lettura vi ha appassionato e volete seguire i prossimi appuntamenti, seguite Federiscores su tutti i canali social, Facebook e Instagram. Alla prossima e buona musica!

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